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5 opere per sentirsi Hiroshima e Nagasaki vicine

In questo angolo di mondo

È un film del 2016 co-sceneggiato e diretto da Sunao Katabuchi

L’opera narra la storia di una famiglia che cerca di riprendere in mano la propria vita nella città di Kure, sulla costa della prefettura di Hiroshima, durante la seconda guerra mondiale.

La protagonista è la solare e onesta Suzu Urano, e l’opera descrive la sua vita quotidiana realisticamente.

È stato creato studiando tutti i materiali possibili come le fotografie, le descrizioni scritte e le memorie dei cittadini.

Gli anziani della città di Kure si sono sorpresi guardando la città nel film riprodotta precisamente.

Hanno pianto e riso riconoscendo le abitudini e la vita d’allora.

Per esempio, la protagonista ricuce i suoi kimono per fare i pantaloni chiamati Monpe per muoversi più liberamente durante la guerra.

Dopo la visione del film, le anziane raccontavano come si tagliavano i kimono e li ricostruivano nei nuovi pantaloni.

È disponibile anche la versione in italiano.

Nagasaki: Memories of My Son

Di questo film non c’è la traduzione in italiano, ma c’è la traduzione inglese.

È uno dei film più recenti che trattano la bomba atomica, quindi è più moderno e sarebbe interessante anche per i giovani.

Il protagonista è una madre che abita a Nagasaki e perso la sua famiglia a causa della seconda guerra mondiale.

Era soprattutto affezionata di suo figlio Koji, ma è morto per il bombardamento atomico.

Dopo 3 anni dalla sua morte, vede lo spirito di Koji e comincia a vivere con lui.

L’attrice della protagonista è la famosissima Sayuri Yoshinaga, e l’attore che interpreta suo figlio è Kazuya Ninomiya, membro degli “Arashi”.

L’Hiroshima Peace Memorial Museum

L’Hiroshima Peace Memorial Museum conserva una varietà di materiali relativi al bombardamento atomico.

Abiti e orologi da polso indossati dalle vittime; tegole sciolte dal calore; bottiglie di vetro, ciotole di riso e monete che si sono sciolte in grumi appena riconoscibili ―

I manufatti della bomba atomica come questi trasmettono la realtà della devastazione della bomba atomica.

Hanno anche materiali che rivelano dettagli della vita in quei giorni, come bonus di abbigliamento e cappuccio antiaereo.

Si possono vedere questi materiali e leggere le spiegazioni in inglese e in giapponese online sul Peace Database nella pagina web del museo.

Hiroshima Timeline: Twitter contemporaneo

Se avessero avuto Twitter nel 1945, quando c’era la seconda guerra mondiale, cosa avrebbero twittato?

Rifacendosi a tre veri diari scritti da 3 cittadini di Hiroshima nel 1945, i membri della NHK (servizio pubblico radiotelevisivo) che abitano a Hiroshima hanno immaginato la loro vita d’allora.

Twittano con le loro parole sulle loro faccende quotidiane.

Seguendo onestamente i dati nei diari, twittano ogni giorno in 3 account.

Si possono seguire i loro “tweet di 75 anni fa” per 1 anno.

Poesia di bombardamento atomico: La morte

Il poeta è Sankichi Toge e ha vissuto a Hiroshima.

La sua poesia “Ningen wo kaese (Ridatemi gli esseri umani)” è una poesia molto famosa scritta tutta in Hiragana.

Un monumento con questa poesia è stata costruita nel parco della pace di Hiroshima nel 1963.

È una poesia molto famosa anche in italiano quindi ho tradotto un’altra sua poesia che si chiama “Morte” dal suo libro “Poesie del bombardamento atomico”.

La morte

Esplode un pianto dentro delle orecchie
Espande senza rumore
Mi viene addosso
Lo spazio incomprensibile e aggressivo
Tra le onde del fumo e della polvere
Le ombre che corrono impazzite

“O
D-
Devo
Scappa-“

Dal bacino si sveglia
Il mattone spezzato
Il mio corpo sta bruciando
Il vento caldo esce dalla mia schena
Divento un tornado
Del fuoco sulle maniche e sulle spalle
Afferro nel fumo
Un angolo del cemento del pozzo
Butto la testa nell’acqua
Butto l’acqua sui vestiti
Che sono spariti bruciati
Le corde i legni i pezzi di vetro
Il muro che ondeggia
Le unghie che sono bruciate
La caviglia che si strappa
La striscia di piombo attaccato alla schiena

“Uh
Uh
Uh
Uh”

Già il fuoco
Nero
Il palo e il muro
Si sparano nella mia testa
Il turbine
Del fuoco e del fumo

“Piccolo
Piccolo mio”

Il seno che tocco
Oh, è ormai un buco
Di cotone sanguinolento
Penso caduta per terra
– Tu, tu, tu, dove sei
Trascinandomi nel fumo
Da dove sarà uscita quella mano
Tenendosi per mano
Le ragazzette nude
Continuano a fare il girotondo
Il rondò che cade
Sotto il pezzo di soffitto
Vedo ancora un’altra spalla
La vecchietta senza i cappelli
Uscita dal fuoco
Urla dolorosamente girandosi
La strada è già in fuoco
Con le pancette gonfiate
Con i pezzi di carne rossa arricciata
Il polso spelato
Che prende la mia caviglia
Il collo bollito bianco
Che urla con gli occhi stesi
I cappelli e il liquido del cervello
Che ho pestato con le mani
Il fumo
Il vento di fuoco che mi attacca
Nel buio della favilla che scintilla
Gli occhi d’oro dei bambini
I loro corpi che bruciano
Brucia la mia gola
Cado all’improvviso
Il braccio è incastrato nella spalla
Oh, non posso
Non posso più andare avanti
Il buio solitario
La bomba che si allontana all’istante
Ah,
Ma come
Come mai io
Qui per strada
Lontana da te
Pe-
Perché
M…
Muoio
Perché
Per
ché

1 COMMENT

Nocent Angelo

Non ci sono parole!
Da ragazzo ho conosciuto un giovane frate francescano giapponese SOPRAVISSUTTO.
Il racconto era straziante ma il suo vocabolario non riusciva a trasmettere tutta la gravità della tragedia che si era consumata. Indelebile nella sua mente quel LAMPO, durato una frazione di secondi, al quale le sue pupille hanno retto.

Bisogna continuare a tenere viva la memoria: da ORIENTE a OCCIDENTE.

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